IL DECRETO RINNOVABILI: PRIME CONSIDERAZIONI

IL DECRETO RINNOVABILI: PRIME CONSIDERAZIONI

Il 23 giugno 2016 è stato approvato1 il Decreto Ministeriale n. 23/2016, poi pubblicato, senza modifiche, in Gazzetta Ufficiale il 29 giugno 2016, ed entrato in vigore lo scorso 30 giugno (il “Decreto Rinnovabili”).

Il Decreto Rinnovabili si colloca in un momento storico in cui gli obiettivi fissati a livello comunitario (c.d. vision 2020) in relazione all’utilizzo delle risorse da fonti rinnovabili sono stati già soddisfatti e superati. Basti pensare che nel corso del 2015 è stato superato sia l’obiettivo del 17% di quota dei consumi finali lordi coperta da rinnovabili – che ha raggiunto quota 17,3% – sia l’obiettivo del 26,4% della quota dei consumi finali lorda coperta da rinnovabili elettriche, che ha raggiunto quota 33%2.

Secondo quanto riferito dalla Presidenza del Consiglio, l’allocazione degli ulteriori fondi disponibili per il settore rinnovabili seguirà un principio di razionalizzazione, attribuendo maggiori risorse – secondo il rapporto incentivo/potenza – alle tecnologie più innovative e valorizzando, sempre attraverso l’attribuzione di maggiori risorse, gli impianti che sfruttano l’integrazione tra agricoltura ed energia (i.e. biomasse).

Le tecnologie incentivate ed i contingenti

Il Decreto Rinnovabili ha messo a disposizione, per l’anno 2016, oltre 400 mln di euro per una potenza incentivabile superiore a 1.300 MW. Come evidenziato nella tabella che segue, si noti che il settore eolico e quello idroelettrico beneficeranno di un contingente di potenza incentivabile maggiore rispetto a quello messo a disposizione con gli ultimi accessi ai meccanismi di incentivazione – aste e registri – nel 2015.

La tabella che segue rappresenta, per tutte le tipologie di fonti incentivate, le ragioni sottese all’allocazione delle risorse3.

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